“El Hambre” a Madrid

Dal 22 al 26 maggio andrà in scena al Teatro del Barrio di Madrid “El Hambre”, versione in spagnolo del mio “Tre – Una storia d’amore”.

 

TEATRO DEL BARRIO

Zurita, 20 – 28012 Madrid

 22 mayo – 2 junio

EL HAMBRE

Se ama como se come

 

Compañía: Jeloudoli.
Autor: Renato Gabrielli.
Dirección: Ignasi Vidal.
Asesor dramatúrgico: José Sanchis Sinisterra.
Elenco: Juanma Lara y Roberta Pasquinucci.
Diseño de iluminación: Felipe Ramos.
Espacio Sonoro: Marc Álvarez.
Escenografía: Caja Negra.
Diseño Gráfico: Ana Parra.
Fotografía: Jacobo Medrano
Prensa:María DíazProducción: Nacho Bustos, Arnaldo Galvez, La Sarda Produce.
Producción ejecutiva: Jeloudoli.
Un bar. Tres personajes. ¿O no? Un Encuentro entre dos desconocidos que se citan en una tarde de agosto más caluroso de la historia. Un hombre y una mujer de extrema izquierda. Al principio casi podría parecer un encuentro ordinario, y sin embargo, no. Entre ilusión, realidad, el calor, cócteles y aperitivos de la casa, vamos introduciéndonos en la mente y el cuerpo de nuestros héroes al frenético compás de sus palabras y de sus pensamientos, descubriendo que no se trata de un encuentro romántico. O no en el sentido más común de la palabra. Ella le confesará a él conocer su pasión más íntima y perversa. Una pasión secreta, inconfesable, inadmisible, innombrable, inaceptable… Y al mismo tiempo atrevida, admirable y más allá del sistema, que fagocita el sistema desde adentro, que se lo come, que come, que nos come. ¿Será ella finalmente su cómplice o su víctima?

Incontro su “Giulio Cesare” alla Bottega dello Sguardo

Lunedì 6 maggio, ore 21 

La Bottega dello Sguardo

via Farini 23 - Bagnacavallo

TI RACCONTO UNO SPETTACOLO (E DUE FILM)

Renato Gabrielli ci racconta Giulio Cesare di William Shakespeare, regia di Carmelo Rifici, adattamento drammaturgico di Renato Gabrielli, produzione Piccolo Teatro di Milano (2012) a confronto con: Giulio Cesare, regia di Joseph L. Mankiewicz (1953) e Cesare deve morire, di Paolo e Vittorio Taviani (2012)

All’inizio è Giulio Cesare, poi la leggenda di Giulio Cesare, poi viene il Giulio Cesare di William Shakespeare, e da allora chiunque si confronti – sulle scene – con la sua figura, le sue imprese e la sua parabola politica, nel drammatico passaggio fra Repubblica e Impero, sembra dover passare – necessariamente – per la tragedia di Shakespeare. Il potere, i suoi strumenti, le sue degenerazioni, l’uso politico dell’oratoria, il tradimento come motore della storia, ma anche il rapporto tra potere ed esoterismo… Renato Gabrielli ci condurrà nell’esplorazione di questi nuclei tematici, ma soprattutto ci guiderà nella selva delle “scritture seconde”, alla quale la Bottega riserverà altri appuntamenti nel corso dell’anno. Scritture seconde, riscritture, adattamenti, riduzioni: una storia, uno stesso testo declinati per mezzi espressivi diversi, con fuochi diversi, in tempi diversi…Il piacere di scoprire quanti spettacoli sono nascosti in una vicenda, in una trama.

Le nostre attività sono a ingresso libero con la tessera associativa fino ad esaurimento dei posti. E’ gradita la prenotazione.

Dove Siamo

Via Farini, 23, 48012 Bagnacavallo RA

0545 62536 – 338 702 8578

Mete – presentazione a Mare Culturale Urbano

MARTEDÌ 2 APRILE
ore 20.45
Presentazione di

METE

testo teatrale di Bruna Bonanno
pubblicato da Cue Press
Ingresso libero

 

La giovane drammaturga Bruna Bonanno torna a Mare culturale urbano e presenta Mete, testo teatrale elaborato durante il progetto Camp degli autori – SIAE al mare e pubblicato da Cue Press.

Martedì 2 aprile dalle 20.45 Bruna ci racconterà la nascita e lo sviluppo del testo con Renato Gabrielli drammaturgo e docente di drammaturgia presso Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, Maria Consagra attrice regista e docente di movimento anche presso Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e Clio Scira Saccà attrice e regista diplomata presso Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi.

Gli interventi saranno intervallati dalla lettura di frammenti del testo #Mete con Silvia D’Anastasio e Sebastiano Bronzato.
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come arrivare ☞ https://goo.gl/vutfVL
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La stagione primavera 2019 di Mare culturale urbano è realizzata da mare
con il contributo di Fondazione Cariplo
con il patrocinio del Comune di Milano
con il sostegno di Yamaha Pianos
con la collaborazione di Novara Jazz | Cernusco Jazz | Ludwing | Zona K
media partner www.zero.eu | Radio Popolare |
sponsor tecnici L’anfiteatro verde | RE-WOOD

Teorie e pratiche della narrazione a confronto

Il bando “TEATRO UTILE 2019″

 

PROGETTO “TEATRO UTILE 2019”

I am – je suis – io sono

La restituzione dell’identità

 

Il progetto di formazione Teatro Utile, promosso dall’Accademia dei Filodrammatici di Milano, alla sua 7°edizione, quest’anno è in collaborazione con il servizio di Etnopsichiatria dell’Ospedale Niguarda di Milano.

Il Progetto consiste in due laboratori, uno di teatro e uno di drammaturgia. Il lavoro di entrambi convergerà nella realizzazione di uno spettacolo che andrà in scena al teatro Franco Parenti di Milano il 26 giugno 2019 (giornata del rifugiato che ha subito torture).

Questo Bando è rivolto a drammaturghi, registi, attori e operatori sociali.

Per partecipare al concorso di selezione è necessario inviare il curriculum vitae e una lettera motivazionale all’indirizzo: filodram@accademiadeifilodrammatici.it

entro  e non oltre il 20 febbraio 2019.

 

Saranno ammessi 6 drammaturghi, 2 registi, 4 attori e 2 operatori sociali

 

I 6 drammaturghi che parteciperanno al LABORATORIO DI DRAMMATURGIA, seguiranno alcuni incontri del laboratorio di teatro, rivolto a rifugiati in carico al servizio di etnopsichiatria dell’Ospedale Niguarda, e in seguito realizzeranno una drammaturgia, che, facendo tesoro degli elementi venuti alla luce, elabori il testo che sarà messo in scena il 26/06/2019, interpretato dai rifugiati stessi con la partecipazione dei quattro attori e dei due registi.

Calendario degli incontri:

Il Laboratorio di drammaturgia, che coinvolge i 6 drammaturghi, si svolgerà presso l’Accademia dei Filodrammatici in orario pomeridiano, nelle giornate del 2 e 3 marzo 2019 – del 9 e 10 marzo 2019 – del 16 e 17 marzo 2019 – del 23 e 24 marzo 2019 e una sessione intensiva di due giorni, nella prima di maggio, in data da definire, per portare a conclusione il testo.

I drammaturghi dovranno necessariamente assistere ad alcuni incontri del Laboratorio di Teatro, che si terrà alla Fabbrica del Vapore di Milano, nei mesi di Marzo e Aprile 2019 – il lunedì dalle 17 alle 20 e il sabato dalle 10 alle 13.

 

I 2 registi, i 4 attori e i 2 operatori sociali parteciperanno al laboratorio di Teatro che si terrà presso la Fabbrica del Vapore di Milano, da Marzo a Giugno 2019 – il lunedì dalle 17 alle 20 e il sabato dalle 10 alle 13 e collaboreranno, secondo le loro specifiche, alla realizzazione dello spettacolo che andrà in scena il 26/6/2019,

 

Per tutti i partecipanti al Progetto Teatro Utile 2019, nei mesi di aprile e maggio sono programmati quattro incontri con docenti universitari della materia.

 

I laboratori e la regia sono a cura della docente responsabile del progetto Tiziana Bergamaschi, che  si avvarrà della collaborazione di diversi artisti internazionali

 Il laboratorio di drammaturgia è a cura del drammaturgo e regista Marco Di Stefano.

 

Il costo dei laboratori è a carico dell’Accademia dei Filodrammatici di Milano, quindi la partecipazione per gli allievi è gratuita.

Il Progetto completo di Teatro Utile 2019 è disponibile su:

http://accademiadeifilodrammatici.it/news/progetto-teatro-utile-2019/

Per informazioni: telefono 02  86460849

Premio Hystrio – Scritture di scena: il bando 2019


Parte la nona edizione del Premio Hystrio-Scritture di Scena, aperto a tutti gli autori di lingua italiana ovunque residenti entro i 35 anni (l’ultimo anno di nascita considerato valido per l’ammissione è il 1984). Il testo vincitore verrà pubblicato sulla rivista Hystrio e sarà rappresentato, in forma di lettura scenica, durante una delle tre serate della 29a edizione del Premio Hystrio che avrà luogo a Milano, al Teatro Elfo Puccini, dall’8 al 10 giugno 2019. La premiazione avverrà nello stesso contesto e sarà preceduta, nel pomeriggio del 10 giugno, da un colloquio formativo “a porte chiuse” tra il vincitore e alcuni componenti della giuria per meglio approfondire punti di forza e di eventuali criticità del testo premiato. La presenza del vincitore è condizione necessaria per la consegna del Premio.

Regolamento e modalità di iscrizione:

– I testi concorrenti dovranno costituire un lavoro teatrale in prosa di normale durata. Non saranno ammessi al concorso lavori già pubblicati o che abbiano conseguito premi in altri concorsi.

– Non sono ammessi al Premio coloro che sono risultati vincitori di una delle passate edizioni.

– Se la Giuria del Premio, a suo insindacabile giudizio, non ritenesse alcuno dei lavori concorrenti meritevole del Premio, questo non verrà assegnato.

– La quota d’iscrizione, che comprende un abbonamento annuale alla rivista Hystrio, è di euro 40 da versare con causale: Premio Hystrio-Scritture di Scena, sul Conto Corrente Postale n. 000040692204 intestato a Hystrio-Associazione per la diffusione della cultura teatrale, via Olona 17, 20123 Milano; oppure attraverso bonifico bancario sul Conto Corrente Postale n. 000040692204, IBAN IT66Z0760101600000040692204. Le ricevute di pagamento devono essere complete dell’indirizzo postale a cui inviare l’abbonamento annuale alla rivista Hystrio. I lavori dovranno essere inviati a: Redazione Hystrio, via Olona 17, 20123 Milano, entro e non oltre il 20 febbraio 2019 (farà fede il timbro postale). I lavori non saranno restituiti.

– Le opere dovranno pervenire mediante raccomandata in quattro copie anonime ben leggibili e opportunamente rilegate: in esse non dovrà comparire il nome dell’autore, ma soltanto il titolo dell’opera. All’interno del plico dovranno essere presenti, in busta chiusa: a) una fotocopia di un documento d’identità; b) un foglio riportante, nell’ordine, nome e cognome dell’autore, titolo dell’opera, indirizzo, recapito telefonico ed email; c) una nota biografica dell’autore (massimo 2.000 caratteri). È inoltre necessario inviare i file dell’opera a premio@hystrio.it (nel nome del file e all’interno di esso dovrà comparire solo il titolo; nell’oggetto dell’email indicare “Iscrizione Scritture di Scena”). Non saranno accettate iscrizioni prive di uno o più dei dati richiesti né opere che contengano informazioni differenti da quelle richieste.

– I nomi del vincitore e di eventuali testi degni di segnalazione saranno comunicati ai concorrenti e agli organi di informazione entro fine maggio 2019.

– Il testo vincitore e i segnalati avranno l’obbligo di inserire la dicitura “testo vincitore/segnalato al Premio Hystrio-Scritture di Scena 2019” in ogni futura pubblicazione o messinscena.

La giuria sarà composta da: Federico Bellini, Laura Bevione, Fabrizio Caleffi, Roberto Canziani, Sara Chiappori, Claudia Cannella, Renato Gabrielli, Stefania Maraucci, Roberto Rizzente, Letizia Russo, Francesco Tei e Diego Vincenti.

Per informazioni:

Hystrio – redazione e segreteria del Premio
via Olona 17, 20123 Milano
tel. 02.40073256
email:  premio@hystrio.it ; segreteria@hystrio.it

SPIN – note sulla drammaturgia

All’inizio degli Anni Zero mi sono messo a scrivere commedie che trattavano del disperato bisogno di vendersi di personaggi dall’identità così fragile che era quasi un azzardo chiamarli personaggi. La sfida era quella di dare consistenza teatrale a un certo immaginario narcisistico collegato a televisione e nuovi media. Il primo esperimento, All’asta, aveva come protagonista un delirante imbonitore da piccolo schermo, cui ho dato il nome di Ferdy, in omaggio al capolavoro di Gombrowicz  Ferdydurke, bibbia novecentesca sul tema dell’immaturità. Come un fantasma un po’ molesto, Ferdy mi si è riproposto, cambiando mestiere, età, abitudini, nel bel mezzo di diversi copioni. Non mutavano mai però il suo protervo esibizionismo e la cialtroneria nichilista con cui cercava di mascherare un’angosciosa pecezione del proprio vuoto.

Con Vendutissimi – asta d’anime in tv (2003) Ferdy ha trovato il suo interprete ideale in Massimiliano Speziani, uno dei pochissimi attori teatrali italiani capaci di lavorare con sottigliezza sul confine insidioso tra comico e tragico, trivialità e poesia. Con Massimiliano ho avuto la fortuna di lavorare molte volte nei quindici anni successivi, fino a quest’ultima (per ora) metamorfosi di Ferdy, consulente di comunicazione politica in Spin. Ma della squadra di Vendutissimi facevano parte anche due preziosi collaboratori che ritrovo qui: lo spacemaker Luigi Mattiazzi, compagno di tante avventure teatrali, e l’autore delle musiche, Gaetano Cappa. Per Spin Gaetano oltre a comporre suona in scena, interagendo con i compagni di palco da esperto e duttile performer. Nel ruolo di Dany, una sorta di doppio ombroso e aggressivo di Ferdy, ecco un altro attore di grande qualità: Emiliano Masala, che ho conosciuto e apprezzato collaborando a Chi resta (2013), progetto di Proxima Res diretto da Carmelo Rifici.

La prima stesura di Spin risale al 2016. Molti spettatori dell’anteprima al Festival “Da vicino nessuno è normale” del giugno ’18 hanno pensato che il testo fosse stato appena scritto – quasi un instant play. In effetti la manipolazione delle notizie ai fini di propaganda politica, cui con solerzia si applicano Ferdy e Dany, risulta ogni mese, ogni giorno di più questione di stringente attualità. Tuttavia la satira politica, benché presente sottotraccia, non costituisce la finalità principale di questo lavoro. Spin si concentra sul linguaggio come maschera, come modalità di auto-rappresentazione fallace e fallimentare; e la propaganda politica funge per me da paradigma di questa impasse linguistica. Ancora più dei contenuti conta allora il ritmo, un andamento musicale che si possa trasformare in una specie di ipnosi del pensiero. Da qui la decisione di insistere sulla forma-concerto, con leggìi e strumenti musicali a vista, sperimentata con successo nell’anteprima milanese.

SPIN ha debuttato in anteprima il 23 giugno 2018 al Teatro La Cucina di Milano, nell’ambito del festival “Da vicino nessuno è normale”.

SPIN

testo Renato Gabrielli
musica/suono Gaetano Cappa
spazio Luigi Mattiazzi
con Emiliano Masala, Massimiliano Speziani e Gaetano Cappa

produzione Proxima Res

Surviving the Edinburgh Fringe

BRERA HUB

Via dell’Annunciata 21 – Milano

POCKET ENGLISH THEATRE SHOWCASE

Maggie Rose, Julia Holden and Sal Cabras

are delighted to invite you to:

Surviving the Edinburgh Fringe

Lorenzo Piccolo and Alessio Caciolari in conversation with Maggie Rose

with special guest Justin Butcher, award winning playwright

and playwright and teacher Renato Gabrielli

 

Wednesday 24th October from 19.30 to 21.30

followed by a Scottish Aperitivo

Lorenzo Piccolo and Alessio Caciolari, founders of the celebrated theatre company Nina’s Drag Queens, talk about the thrills of their first Fringe experience this August.

Leggìo e dintorni

Alla scuola “Iolanda Gazzerro” di Modena ho sperimentato insieme a Daniele Gaggianesi un seminario speculare a quello che ogni anno conduco alla “Paolo Grassi” con Massimiliano Speziani, in chiusura di un lungo modulo dedicato alla prima stesura di testi teatrali completi. Mentre alla “Paolo Grassi” attori professionisti forniscono supporto a un lavoro didattico per allievi autori, a Modena ci siamo concentrati su un gruppo di diciannove allievi attori, impegnati in un percorso di studio sulla drammaturgia contemporanea. Punto in comune tra le due esperienze: la lettura a leggìo come strumento di esplorazione delle potenzialità, anche spaziali, di un copione. Materiale di lavoro a Modena, nell’ambito di un progetto promosso dalla Siae, sono stati i quattro testi finalisti dell’ultimo premio Tondelli/Riccione: Per il tuo bene di Pier Lorenzo Pisano, Nastro 2 di Riccardo Favaro, Un pallido puntino azzurro di Christian Di Furia, Nessuno ti darà del ladro di Tatjana Motta. Prima di incontrarci, gli allievi attori avevano già esplorato queste drammaturgie complesse e tra loro molto diverse sotto la guida prima di Renata Molinari (presso la sua Bottega dello Sguardo), poi di Paola Bigatto.

L’obiettivo principale dell’intervento di Daniele e mio era un’indagine attiva sulle relazioni  tra personaggi e tra attori e  pubblico suggerite da ciascun testo, collegata a riflessioni intorno allo spazio scenico nella drammaturgia contemporanea. Gran parte degli autori d’oggi forniscono in didascalia indicazioni sullo spazio scenico nulle, o scarne, o irrealizzabili, o puramente evocative. Ciò non vuol dire che i loro siano testi bidimensionali, letterari, materia plasmabile a piacimento dalla fantasia teatrale del primo regista di passaggio. Sono anzi implicite e tanto più importanti, nel cuore stesso di monologhi e dialoghi, precise tensioni e dinamiche spaziali, che ogni attore dovrebbe essere in grado di decifrare e interpretare. Non è facile: la drammaturgia contemporanea presenta una straordinaria varietà di forme e codici, per cui degli strumenti di lettura validi per un’opera possono rivelarsi inutili o fuorvianti per un’altra. Nella loro profonda  diversità strutturale, i quattro lavori premiati al Tondelli rappresentano un esempio significativo – e una sfida.

L’ottima risposta dei giovani attori della “Iolanda Gazzerro” agli stimoli da noi forniti nel pur breve seminario ha rafforzato la nostra fiducia nell’idea che leggìo e copione possano essere, anziché ingombri e ostacoli all’espressione teatrale, piattaforme da cui lanciarsi in avventure d’immaginazione scenica rigorose e coinvolgenti. Sebbene ultimamente alcune forme di reading siano divenute di moda, è ancora diffuso il pregiudizio che letture pubbliche e mise-en-espace non siano altro che piani B, ripieghi per lo più noiosi cui ci si rassegna quando non ci sono le condizioni produttive per un “vero” spettacolo. Certo, questo talvolta – forse spesso – accade. Se tuttavia ci accostiamo con curiosità e attenzione a queste modalità di lavoro, possiamo scoprire le infinite variazioni operative che esse ci consentono, facendo fiorire il potenziale di partiture drammaturgiche eterogenee, ma accomunate dall’appartenenza a un’epoca in cui il teatro non  rappresenta più nulla, bensì evoca, racconta, vive e condivide.

I sopravvissuti / 7. Il profeta fuori tempo

Il profeta fuori tempo

Trascura il suo aspetto fisico con premeditazione, avendo ben fisso in mente l’obiettivo di apparire per quello che è, un profeta di vecchio e solido stampo, dotato di un talento infallibile nella predizione di sventure, discutibile dono pervenutogli non saprebbe se da un singolo dio, o da più dei, o da una condizione di forte stress, tuttavia la barba lunga, gli abiti lisi e lo sguardo allucinato non sortiscono un buon effetto, suscitando compatimento e fastidio piuttosto che, come lui insiste a sperare, angoscia e rispetto, pur essendo veramente un profeta ha insomma un problema di credibilità, e non limitato alla sola immagine, sono i modi e i ritmi stessi della nostra civiltà a rendergli il mestiere così difficile, non comunica cioè coi tempi giusti, adeguati alla frenesia con cui condividiamo le notizie, né francamente lo aiuta quel suo stile antiquato, simbolico, inadatto a catturare l’attenzione, e da ciò consegue che il più delle volte le sue profezie comincino a circolare ben dopo l’essersi realizzate, a sventura già compiuta, come per esempio quando ci fu il distacco del Grande Ghiacciaio, o il crollo della penultima democrazia, o la congiunzione apocalittica tra nubi di zanzare, o l’epidemia psicosomatica, o il rimescolamento casuale dell’ordine delle puntate delle serie televisive, in tutti quei casi ebbe un bel dire io ve l’avevo detto, nessuno l’aveva sentito, o se aveva sentito non aveva capito, o se aveva sentito e capito non aveva voglia di testimoniarlo, per cui a malincuore decide di rivolgersi a un cosiddetto esperto del web, il noto consulente anonimo @Kamillo, che gli apre e gestisce dei profetici account su tutti i social, non senza avergli prima imposto un radicale cambio di look, all’insegna di una modernità nerd di stampo californiano, da lui non compresa ma esteriormente accettata, come dimostrano il suo nuovo elegante pizzetto e la montatura techno-chic degli occhiali, e la consulenza di @Kamillo porta subito a una rapida moltiplicazione dei contatti e dei seguaci, soprattutto grazie al lancio del megatrend #megliosaperlo, a prezzo però di una radicale semplificazione del messaggio, mai infatti il profeta avrebbe immaginato di rivolgersi ai popoli di tutto il mondo con frasette come

OKKIO a Laspezia periferia est oggi alle 21.13 alluvione & frana :-( #megliosaperlo

imminente GOLPE in paese sud europa nel weekend dissidenti non uscite di casa per precauzione :-( :-( !!! #megliosaperlo

copellotti giorgio attento il mese prossimo evita girare in bicicletta ;-(  #megliosaperlo

sta per succedere QUALCOSA DI BRUTTO a nati sotto segno bilancia ascendente vergine tranquilli dopo vi riscrivo per dettagli #megliosaperlo

nubi NERE si addensano sull’umanità catastrofi immani e non c’è niente da fare ma comunque #megliosaperlo

slogan che col passare del tempo diventano generici, con previsioni sempre più vaghe, inverificabili e imprecise, generando nell’ex-profeta la consapevolezza di avere ormai perso, forse irrevocabilmente, il proprio dono psicotico o divino per colpa della superficialità di @Kamillo, si fa ricrescere perciò la barba incolta, getta nelle fiamme gli occhiali techno-chic, ripristina il suo originario sguardo da pazzo, picchia selvaggiamente il consulente e gli fa cancellare ogni traccia  della propria presenza online, prima di sprofondare nell’emarginazione sociale e in un silenzio dolente e morboso, rotto solo quando grida ai suoi poveri compagni di dormitorio non ci sarà futuro! non ci sarà futuro!, ma quelli scrollano le spalle e si tappano le orecchie, ben sapendo che il futuro non c’è più già da un pezzo.

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