Questi amati orrori – Prove aperte
Gabrielli/Speziani e Olinda
QUESTI AMATI ORRORI
Anti-monologo per attore solo
di Renato Gabrielli
regia e interpretazione Massimiliano Speziani
spazio scenico e luci Luigi Mattiazzi
L’8 il 9 e il 10 Giugno Prove aperte
al Teatro La Cucina
Ass. Olinda ex Ospedale Psichiatrico P.Pini
Via Ippocrate, 45
Cari amici, conoscenti e colleghi,
Vorremmo invitarvi a tre serate di prove aperte – l’8, il 9 e il 10 giugno – dell’anti-monologo Questi amati orrori, che andrà in scena al Teatro La Cucina il 18 e 19 giugno.
Si tratta di un lavoro autoprodotto, con il prezioso e indispensabile sostegno di Olinda, che ci ha ospitato in successivi periodi di residenza, concedendoci il lusso di creare questa partitura teatrale da zero, in un ambiente protetto, attento e fiducioso. Tra il settembre 2009 e questo giugno ci siamo ritrovati più volte nel spazio del Teatro La Cucina, suggestivo e accogliente nella sua umida austerità, per dare forma – in un continuo rimando tra improvvisazione scenica e scrittura – a quello che ci piace definire “anti-monologo per attore solo”. Se nel monologo infatti, c’è uno che parla, qui invece chi parla è un “lui” privo d’identità, ma pronto ad assorbirne molte: non un personaggio, dunque
In effetti, Questi amati orrori non ha personaggi, ma promette apparizioni; non ha trama, ma vuole senso; non ha scena, ma si fa spazio; non ha budget, ma vanta una ricchezza. Non rappresenta nulla, però cerca di far accadere qualcosa, e per questo ha bisogno della presenza attiva del pubblico. E’ solo grazie a tale presenza che il nostro “lui” può evocare frammenti di vita, ricordati o immaginati, che potrebbero appartenere a chiunque. Questi frammenti scaturiscono da figure bifronti, ectoplasmi tenuti assieme dal desiderio e che svaniscono in un soffio d’abbandono: una madre e il suo bambino; un cane e il suo padrone; una coppia di amanti; un dottore e il suo paziente; un attore e chi lo osserva…
“Ogni volta che vi parlo, ogni volta che vi guardo, ogni volta che vi sto di fronte è come essere un morto tra i vivi
Un vivo tra i morti
E’ la stessa emozione, la stessa distanza, che non si può colmare, e dunque
Ma cosa stavo dicendo?”
Misteriosamente apparso sulla soglia dello spazio scenico, “lui” alla fine ne uscirà, tornando da dove è venuto – un aldilà minaccioso e seducente, lontano e vicino al tempo stesso –, non senza aver condiviso con il pubblico un’ora di rapsodiche, emozionanti avventure tra gli “amati orrori” della memoria e del sogno.
È richiesta la PRENOTAZIONE chiamare al numero: 02 66200646 o scrivere a olinda@olinda.org
Per la pagina su Facebook, cliccare qui.
No comments yet.